....................... Entrai piano da quella porta, quasi dissolvendomi tra le note del piano che prendeva forma sotto la dolcezza delle tue mani. Eri più bella che mai, la luce dell'ultimo canto d'inverno riscaldava l'arabesco fiato della tua seducente figura. Eri assorta tra le note, come una dea sognante tra i variopinti confini di una fiaba surreale. Mi fermai a guardarti, come un bambino curioso di scoprire l'origine delle note, con l'innocenza di uno sguardo che parlava con l'attesa del silenzio. Le note danzavano, echeggiavano, in prismi senza fine, fino a quando le tue dita smaltate si sollevarono nel sipario del tramonto, e l'ombra della tua bellezza abbracciò l'umiltà della mia gioia...............